La meraviglia di un mondo imperfetto…

In questi giorni abbiamo parlato molto sull’eventualità di allargare la famiglia.

Una parte di me si sente piena di gioia alla sola idea, mentre l’altra parte di me, quella più profonda e nascosta si sente in realtà terrorizzata. Ma non perché penso di non essere un bravo genitore o nel vederci stravolta completamente la vita, dopo anni passati ad organizzare il tempo solo in base ai nostri impegni e desideri.

No. È un senso di angoscia dovuto a qualcosa che non è materiale ma è racchiuso in tutto ciò che ci circonda. Il pensiero di lasciare la nostra creatura in un mondo dalla quale io stessa, spesso, vorrei fuggire per le brutture e il senso di vuoto e la cattiveria e il cinismo e le atrocità e la sofferenza e la frivolezza che vi regna, mi paralizza.

Come spiegargli che ci sono posti nel mondo dove bambini –magari appena poco più grandi- devono lavorare per ore e ore in semi-schiavitù, per un pezzo di pane e a volte nemmeno quello. O che invece da altre parti l’infanzia viene rubata da adulti senza scrupoli, rendendo questi bambini innocenti dei piccoli soldati da guerra. O che alcuni vengono uccisi mentre tentano di andare a scuola o mentre giocano nel cortile di casa, solo per essere nati nel posto sbagliato. O che spesso muoiono soffocati dal gas mentre il mondo resta impassibile a guardare. O che spesso gli adulti che dovrebbero proteggerli e vegliare su di loro, si trasformano in aguzzini.

Come spiegargli che anche se camion si abbattono su folle innocenti mentre passeggiano tra le bancarelle dei mercatini di Natale, o mentre vanno a lavorare, o mentre sono in strada per un motivo qualsiasi, se le bombe scoppiano nelle metropolitane o negli aeroporti, se uomini armati assaltano persone inermi durante concerti o nei centri commerciali mentre sono intenti a comprarsi suppellettili che magari mai useranno, non dovrà mai e poi mai cedere alla paura di viaggiare. Non dovrà mai rinunciare a scoprire questa terra così grande e tutte le meraviglie che essa ha da offrire. Perché vivere schiavi della paura è come se ci venisse tolto uno dei nostri diritti fondamentali, la libertà.

Come spiegargli che –in caso nasca donna- dovrà lottare il doppio rispetto ad uomo per ottenere lo stesso riconoscimento, la stessa parità di trattamento e lo stesso salario rispetto ad un suo collega maschio. Che se deciderà di fare un viaggio da sola, molti la guarderanno dall’alto in basso e le diranno che è una cattiva idea, perché è pericoloso per una donna partire da sola, sottolineando che se le dovesse succedere qualcosa in fondo un po’ se lo è andato a cercare –questo modo di vedere le cose mi ha sempre incuriosito, perché vorrei proprio sapere quale sia il numero esatto di persone con cui una donna dovrebbe partire per far sì che non “se la cerchi”. Che ci saranno delle volte che, quando rientrerà a casa dopo una serata con le amiche, avrà paura che qualcuno le faccia del male. O che spesso un rapporto che sembrava un grande amore potrebbe invece rivelarsi un grande incubo. O che non importa se la pubblicità le dirà come deve vestirsi, quale sia il suo peso ideale, quale sia la taglia di reggiseno che dovrebbe avere, o che non importa come i suoi amici o i suoi genitori vorrebbero che lei fosse, perché l’unica cosa che conta è che lei si ami per quella che è, esattamente così com’è.

Come spiegargli che –nel caso nasca uomo- essere gentile ed educato nei confronti di una donna non è segno di essere un debole ma semplicemente è segno di rispetto, educazione e la correttezza di rispettare l’uguaglianza che ognuno merita. O che spesso ci saranno delle situazioni in cui dovrà scegliere se sostenere i suoi ideali o far “parte del gruppo” –e purtroppo sappiamo tutti che gli ideali hanno sempre un prezzo da pagare. Che le persone gli diranno che per essere un vero uomo non dovrà avere paura di nulla, ma che è la bugia più grande che possono raccontargli, perché tutti ne abbiamo. Quello che rende davvero grande un uomo è trovare il coraggio di sconfiggerle queste paure. O che gli faranno credere che un uomo con le palle deve essere di successo e avere nelle sue mani il potere, ma anche questa è una bugia, perché un uomo di successo è colui che ha seguito i suoi sogni ed è restato fedele ai suoi ideali, rendendolo felice di ciò che è, non di ciò che ha.

Come spiegargli che sentirà notizie su notizie dove gli diranno che dovrà odiare tutto ciò che è diverso dalle imposizioni sociali. Che dovrà odiare i gay, perché è un abominio amare qualcuno del proprio stesso sesso. Dovrà odiare i neri perché hanno un colore della pelle diverso. Dovrà odiare i musulmani, perché loro ci vogliono uccidere tutti in nome di un altro Dio. Dovrà odiare qualsiasi straniero, perché sicuramente sono tutti dei ladri e dei delinquenti. E come fargli capire invece che non importa di chi si innamorerà, perché l’amore è amore, in tutte le sue forme. Che non importa il colore della pelle, la religione, la nazionalità. Facciamo tutti parte di un grande mondo, dove la bontà o la cattiveria risiedono in ciascuno di noi ed è nostra soltanto la scelta  di quale parte mostrare agli altri.

Come spiegargli che siamo solo di passaggio in questo pianeta e niente di tutto questo ci appartiene. Dovremmo essere qui con l’intento lasciare questa terra rigogliosa e fertile al futuro che verrà, ma l’avidità, il potere, la chimera della ricchezza, la stupidità umana, la prepotenza e l’arroganza che ci contraddistingue sta uccidendo qualsiasi cosa viva su questo pianeta. Gli oceani, i mari, i fiumi, i laghi, i prati, le montagne, l’aria, le foreste, i boschi, gli animali, le persone.

Sento come se avessi un peso che mi preme sul petto. Mi fermo un attimo e faccio un profondo respiro. Guardo fuori dalla finestra. Si è alzato una leggera brezza che fa muovere i fili d’erba del prato fuori dalla mia finestra. Due bambini giocano con una palla, felici. Un ragazzino dice qualcosa all’amico e si mettono a ridere forte. Si rubano la palla e continuano a rincorrersi. Arriva una farfalla e si posa sui fiori che ha piantato la mia vicina negli scorsi giorni. Si sentono gli uccellini che cinguettano sugli alberi quasi stiano intonando una melodia solo per me.

Torno a guardare lo schermo del PC e sorrido. Sicuramente qui nulla è perfetto.
Ma se ci rifletto bene, ci sono ancora molte emozioni da vivere, tante storie da raccontare e ancora tante meraviglie per cui vale la pena vederlo questo folle, pazzo, strano…. E unico mondo!

4 commenti

  1. E’ stato il dilemma della mia vita. E, continuando a pensarci, il tempo è passato e ora non è più tempo per me. In ogni caso sono sempre gli altri a scegliere per il nascituro; io, per esempio, pur amando e ammirando con tutto il cuore le meraviglie della natura vorrei non essere mai nata, ma qualcuno ha scelto per me. E io ho scelto per altri che non dovevano venire al mondo. Le ingiustizie umane esistono ancor prima che ciascuno nasca.

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    • Siamo sempre in balia delle scelte degli altri, ancora prima di nascere. Io sono stata una scelta combattuta da una parte, un incidente di percorso dall’altra. Sono felice di essere qui, malgrado tutto. Ma il decidere sulla vita di qualcun altro, egoisticamente, non so ne se sono in grado.

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      • Ho avuto paura di mettere al mondo un altro disadattato come me e di fargli patire le stesse difficoltà che io ho incontrato. Se non avessi divorziato probabilmente avrei scelto l’adozione di qualcuno che al mondo c’era già, suo malgrado, e avrei cercato di fargli godere le bellezze del creato.

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