Natale con i tuoi, Pasqua pure!

Anche questa Pasqua è passata. Diciamolo, la storia che “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” è una gran stronzata, inventata da qualcuno solo per dare un po’ di speranza a quelli che, dopo le feste natalizie sono già in crisi d’ansia per le festività che verranno. A casa mia funziona il detto “Natale con i tuoi, Pasqua pure!”

Che poi non è che a me le feste non piacciono, anzi. Mi mettono solo un po’ d’ansia. Questo continuo correre su e giù e doverti sdoppiare perché ormai, quando hai i genitori separati è sempre un tirare a sorte con chi devi passare “la festa vera”. Pasqua con papà, Pasquetta con mamma? Pasqua con mamma, Pasquetta con papà? Perché noi no, non siamo la famiglia della Mulino Bianco, neanche nei nostri più lontanissimi e reconditi sogni. Noi, anche se dormiamo 9 ore come angioletti, ci svegliamo con i capelli ‘a merda, le borse sotto gli occhi da far invidia a Vuitton, l’alito pesante alla pari di una bomba batteriologica e le dita incrociate nella speranza che nessuno ti parli prima della terza tazza di caffè. Nemmeno quattro chiacchiere con Rossssita sarebbero ben accette.

Ma tornando a questa Pasqua. Ci sediamo tutti a tavola, chiacchierando del più e del meno. Aperitivo, analcolico. Sempre parlando del più e del meno. Grissino. Però mio fratello mi chiedo perché può sempre essere esonerato dai pranzi di famiglia. Sorso di analcolico. Che fortunati, le vacanza al mare a maggio devono essere un sogno. Grissino. Scusa, ma quindi fammi capire, a lui sì e a me no?

Andiamo a tavola, piatto principale al seguito. Boccone di patata. Guarda che lo scorso anno tutti da me siete venuti a Natale. Boccone di capretto. Davvero?!? Dai, raccontami un po’ di quel cliente tutto strano che viene in negozio. Risate. Si parla del più e del meno. Pezzo di carota. Però scusa, eri vicino a casa mia e non mi hai chiamato? Potevi passare a bere un caffè. Boccone di capretto.

Perché i momenti in famiglia, o almeno nella mia famiglia, sono così. Sono attimi di pura allegria e risate, attimi dove vengono espresse velatamente recriminazioni, gelosie ed invidie. Per un attimo siamo felici di essere tutti lì, insieme, riuniti. L’attimo dopo vorremmo tirarci addosso le patate e mandarci a quel paese. Per tornare subito dopo a ridere a crepapelle.

Sicuramente siamo strani, a volte non ci parliamo, a volte non ci sopportiamo, a volte vogliamo avere ragione ad ogni costo. Una famiglia normale, come tutte le altre. Con i propri alti e i propri bassi.

Ma sapete una cosa? La mia famiglia non la cambierei per nulla al mondo e la amo proprio perché è così, normalmente strana!

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