Cioccolata… I Love You!

Oggi le pal(l)e mi girano ad elica!
Probabilmente si sentono in sintonia alle raffiche di vento che sradicano anche gli alberi. Sta di fatto che da ieri ho lo scazzo perenne.

Ho provato con la palestra questa mattina, sapete quelle idee che ti inculcano del “mens sana in corpore sano”. Ecco. Ora ho il corpo stanco e la mente con lo scazzo! Qualcosa non deve aver funzionato secondo i piani.
Che poi in palestra, ve lo confido, ci sono andata più che altro perché ormai sto cedendo anche io a quella cosa idiota che è la paura della prova costume.
Ormai in qualsiasi angolo mi giro, vedo questi culi sodi e rotondi e morbidi e scolpiti o addominali talmente definiti che anche la scacchiera che ho sul fondo del mio armadio si vergognerebbe al confronto.

E lo so che l’aspetto fisico non conta e lo so che quelle nella pubblicità sono talmente ritoccate che probabilmente la modella iniziale era uno scolapasta e che per avere certi fisici scolpiti bisogna avere dedizione, costanza e già una predisposizione naturale. Io non rientro in nessuna delle tre categorie.

Comunque dopo il mio allenamento distruggi glutei, affamata come un personaggio di The Walking Dead dopo giorni a vagare nel bosco, mi concedo il lusso di uno yogurt. Neanche a dirlo che me ne sarei mangiati 4 vasetti, ma avevo in testa il culo di marmo e gli addominali a scacchiera e mi sono trattenuta.

Ma i glutei non saranno l’unica cosa distrutta oggi, perché ci si mette pure l’ufficio. Tu hai lo scazzo senza controllo e la gente fa a gara su chi deve farti aumentare lo scazzo a livelli biblici. “La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità”, diceva Murphy e talmente profetiche sono state le sue parole che ci hanno fatto pure una legge di vita.

Arriva l’ora di pranzo per grazia del cielo e ovviamente la “mens sana nel corpore sano” (glutei esclusi) cosa può concedersi? Insalata. Triste. Misera. Verde. Insalata. Che volevo dire alla commessa “ma almeno un pezzo di mozzarella o un pezzo di tonno o un pezzo di qualcosa che non sia vegetale metticelo a questa tristezza”. Ma niente, ho pagato e mi sono seduta a mangiare la mia tristezza.

Lo scazzo a questo punto aveva raggiunto livelli da poter scatenare una guerra tra i mondi (ecco l’idea per un nuovo film “Carboidrati contro vegetali – lo scontro dei Titani”). Sarebbe bastato un nonnulla per scatenare una fiumana di “vaffanculo” volanti.

Torno in ufficio a testa bassa senza incrociare lo sguardo con nessuno, evitando ogni qualsiasi contatto. Mi siedo alla scrivania e trovo, lasciato da chi sa chi (sicuro un angelo custode mandato dal cielo) chi sa perché e chissà come, il mio Santo Graal, ciò che ha trasformato questa giornata con lo scazzo in una giornata di quelle del “che bella la vita oggi sono felice e fuori c’è il sole”. LA CIOCCOLATA.

E a questo punto chissenefrega dei culi di marmo, di addominali come scacchiere e di prove costume ormai alle porte. Per me la felicità è qui davanti a me, nelle mie piccole mani, racchiusa in questo pezzo di CIOCCOLATA!

Forse non aiuterà ad avere un “corpore” perfetto (che poi che cos’è il corpo perfetto ancora è tutto da stabilire), ma almeno ora la mia “mens” è più felice… e quindi più sana!

Buona cioccolata a tutti!

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