Giornata della lente….che?!?

Sveglia alle 6.00. Posticipa. Posticipa. Posticipa. Sveglia alle 6.30. Cazzo è tardissimo!

Doccia, deodorante (rigorosamente quello 24h senza puzza e senza macchia), jeans, camicia. Ingurgito il caffè al volo. Prendo un biscotto e lo mastico mentre corro in garage, perdo più briciole di Pollicino. Salgo in macchina e parto a razzo. 

Uff! Arrivo in ufficio appena in tempo. Anche oggi ritardo scampato. Il telefono suona in stile call-center, con la differenza che a rispondere ci sono solo io e non 45 indiani o pakistani. Attacco il telefono e comincio a rispondere alle email, che neanche a dirlo piovono a catinelle, stile pioggia irlandese nel peggior mese di gennaio della storia. Pausa pipì. Suona il telefono, maledetto portatile! Nessuna tregua nemmeno lì. Vorrei dirvi che non ho risposto perché è poco educato e poco di classe, ma non lo farò, perché sarebbe una bugia.

Ritorno alla scrivania. Ricomincia incessante il “drin drin drin” –e cambiamola questa suoneria!-, arriva una mail, discussione con il collega, caffè. Fotocopiatrice che si impalla –l’ho sempre detto che la tecnologia mi odia nel profondo!- 2 piani di scale per una fotocopia –sbagliata!- ritorno al mio posto, lancio la stampa, 2 piani di scala et voilà. La stampa è fatta. Alleluia.

Mezzogiorno. Fame, tremenda fame! Corro a casa, mangio un’insalata al volo, rovescio il vaso dei fiori. Raccogli la terra, rimetti la terra, bagna la pianta, lava i denti, metti una macchina di bucato. Ufficio.

Telefono, cliente, email. Ricominciamo da capo. Email, cliente, telefono. Sono le 18.00. Corro a casa, tolgo la macchina da lavare (santo subito chi ha inventato il timer della lavatrice!), stendo i panni, metto un’altra macchina, mi cambio la maglia –questo deodorante “no puzza” ma funziona?-, corro di nuovo in garage, cena dalla mamma.

Il tempo di una pizza. Mamma mia non ci posso credere, sono seduta!

Torno a casa, sono le 22.00, svuoto la macchina e stendo anche questo bucato –con la pancia piena è tutta un’altra cosa- preparo la borsa della palestra, doccia, denti e pigiama.

Stramazzo nel letto. Adesso scrivo l’articolo per il bloooo… Ronf! Ronf! Ronf!

Che bella questa giornata della lentezza!

 

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