Le farfalle sono la dimostrazione che tutti noi possiamo cambiare

Vi è mai capitato di avere una di quelle giornate storte, ma talmente storte, che l’unica cosa sensata che vi restava da fare era elargire a tutti un bel “Ma vaff…” dal profondo del cuore ed uscire di scena?

Per uscire di scena intendo andare a casa, chiudersi dentro, nascondersi sotto il piumone con la luce spenta e le tapparelle abbassate e non interagire con nessun essere umano da lì alle prossime cinque settimane almeno!

Peccato che, malgrado nella vostra mente sia l’unica scelta possibile per non commettere un omicidio –o  pluriomicidi nei casi estremi- questo non sia fattibile. Eh no! Perché con la gente dovete interagire, il posto di lavoro non lo potete mollare sui due piedi, il vostro capo non lo potete mandare a quel paese e l’agenda non si svuota magicamente perché voi avete avuto “QUELLA GIORNATA LÌ”! 

A me è capitato giusto qualche settimana fa. Avessi potuto mandare tutto al diavolo lo avrei fatto senza nemmeno rifletterci. Mollato il lavoro, elargito “vaffanculi” come se piovesse, svenduto casa, regalato la macchina e chi si è visto si è visto.

Ovviamente non ho fatto nulla di quanto sopra, ma quella giornata è stata utile per fare un click mentale che dovevo fare probabilmente tempo fa –ma come mi suggerisce una saggia amica, il tempo non era probabilmente ancora maturo- e per pigrizia ho sempre rimandato. CAMBIARE!

E non dico cambi estremi ma piccole cose nel mio quotidiano. Premetto, io sono la persona più incostante del mondo. Curiosa per nascita e per vocazione, mi piace ficcare il naso in mille cose. Purtroppo, avendo anche un tempo abbastanza limitato, finisco per iniziare un sacco di cose e non portarne a termine nemmeno una. Quindi mi son presa un momento per me, per riflettere su cosa la mia vita mi stava stretta in questo momento e quali erano quindi le priorità che volevo darmi per mettere in atto questo cambiamento di cui sentivo il bisogno. Ne è venuta una fuori una piccola lista.

Eccola:

  • Meditare
    Anche se la meditazione giornaliera mi tira giù dal letto tutte le mattina alle 6.00 (a volte anche prima), è un buon modo per iniziare la giornata. Mi da la carica, il giusto ottimismo e la giusta serenità per affrontare gli avvenimenti. E soprattutto mi sta aiutando a imparare a dire “No!” e pensare più a cosa voglio io anziché quello che si aspettano gli altri, senza sentirmi in colpa.
    Ho scoperto un’app formidabile e facile da usare –che probabilmente molti di voi già conoscono- ma che vi presenterò in un altro post, che mi ha aiutato ad approcciarmi a quest’arte in maniera autonoma.
    Dopo qualche settimana ne sto raccogliendo i benefici.
  • Lo sport
    Anche se io e lo sport non abbiamo un buon rapporto (vedi il mio post….. link), indubbiamente per migliorare il mio stato non solo fisico ma anche mentale non poteva mancare. Scaricare lo stress mi aiuta a non diventare una pentola di fagioli pronta al lamento e anche chi mi sta vicino ne trae beneficio.
    Sono quindi ritornata ai miei vecchi amori: la corsa e lo yoga.
    Obiettivo: la mia prima mezza maratona a maggio del prossimo anno.
    Vi terrò informati sui progressi, sperando che ce ne siano! J
  • Nuove prospettive
    Una volta ho letto una citazione (ammetto di non ricordarmi esattamente di chi) che diceva pressappoco così:

    Se non ti piace il posto in cui sei, si dice, spostati: non sei un albero, non hai le radici.

    Ho finalmente deciso di iscrivermi a scuola e affrontare una nuova sfida. Voglio provare ad avvicinarmi di più a quello che mi piace fare e questo mi sembrava un buon modo per iniziare. A restare fermi non succede mai nulla.
    Impegno non indifferente ma che fin’ora sta risultando essere molto appagante.

  • Curiosare
    Voglio sperimentare! Non voglio più rinunciare a fare ciò che davvero vorrei fare per i troppi impegni. Mi sono quindi preparata una bella lista di libri che vorrei leggere, film da vedere, mostre da visitare, ristoranti che desidero provare e -ovviamente in questo caso soldi permettendo- città che mi intrigano. Insomma, viviamo in un mondo che ci permette di scoprire ed imparare un sacco di cose, perché non approfittarne?

Questa è la mia lista di buoni propositi, che mi sono attaccata sullo specchio del bagno, così che ogni mattina me li ripeto come un mantra.

Se avete voglia di seguirmi anche su Instragram o Twitter o FB -sempre come “quesitelocuento”- vi terrò aggiornati sui progressi. E in caso dovessi avere un momento di debolezza? Bhè, spero che per questo siate lì, pronti a bacchettarmi e riportarmi sulla retta via! 🙂

14 commenti

    • Sì, purtroppo quello del lavoro è sempre un tema ostico. Io al momento ho iniziato questa scuola, in un ambito completamente diverso da quello che faccio ora. Alla fine mi sono detta: mal che vada, ho imparato qualcosa di nuovo che posso sicuramente usare nella vita di tutti i giorni. Se invece va tutto secondo i piani, mi darà la possibilità di fare un lavoro che mi piace e che sicuramente mi occupa meno tempo (o lo occupa in un modo diverso) da quello attuale.
      Mai rendo conto alcuni cambiamenti si scontrano con le responsabilità che abbiamo nel nostro quotidiano.

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  1. Non c’è niente di meglio che reinventarsi…ho un po’ il tuo stesso “problema” (che poi problema non è), mille interessi e voglia di fare così tante cose che dovrei avere circa 10 ore in più nella giornata e una doppia vita 🙂 Tanto per non farmi mancare nulla, dopo aver lasciato il lavoro con un contratto a tempo indeterminato e trovato un altro, mi sono iscritta anche all’università studiando una cosa completamente diversa da quella per cui sono già laureata….Alla fine bisogna pure tenersi occupati no? 🙂

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    • Scusami se rispondo solo ora… ma ero in viaggio e ancora una volta ho abbandonato la tecnologia. Tra poco finirà che divento monaca o eremita! 🙂
      L’applicazione che uso è “Insight timer”. Puoi scegliere tra svariate lingue e svariate meditazioni. Fammi sapere come ti trovi! 🙂

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    • Non dovremmo permettere a nessuno di non farci cambiare. Solo noi dobbiamo – forse meglio utilizzare “dovremmo”, visto che è sempre più facile dirlo che farlo – decidere chi vogliamo essere e cosa vogliamo fare.

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      • Non credo gli altri pongano un impedimento volontario, ma la visione statica che inevitabilmente hanno di te (e noi degli altri) vincola eccome!

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